Come superare con successo un processo di hiring come Product Manager

I Consigli di Alessandro Tezza PM Lead Fiscozen

emersi nell’intervista di Rosario Marrazzo nella rubrica [Da 0 a PM⚡️] di Product Heroes.

 

Un viaggio nel mondo dei colloqui, esplorando come interagire con successo con i diversi stakeholder durante il processo di selezione.

Un riassunto sulle migliori “tecniche segrete” per affrontare con sicurezza e destrezza un colloquio come PM ma non solo.

 

Alessandro Tezza, ha vissuto il processo di selezione sia da candidato, cercando di ottenere le sue prime esperienze da Product Manager e poi come hiring manager quando è diventato product lead di una delle Tech startup italiane che è cresciuta di più negli ultimi anni, parliamo di Fiscozen.

 

Qual è il processo tipico di hiring di un PM?

Tipicamente, il processo si articola in diversi colloqui, un viaggio che inizia con il team di HR.

Qui, l’obiettivo è valutare il potenziale fit tra il candidato e l’azienda, raccogliendo informazioni importanti per le fasi successive.

Seguono uno o più colloqui tecnici, dove si entra in contatto con l’hiring manager, la figura chiave nel processo di hiring e leader dell’area di prodotto in cui il candidato sarà collocato.

I colloqui tecnici conducono a un momento soft di “Team Fit“, dove il candidato incontra i futuri colleghi per creare una base solida per il lavoro di squadra.

Affiancato a questi colloqui ci sarà un case study, che richiama un problema che l’azienda ha già affrontato in passato.

Al candidato viene richiesto appunto di affrontare un problema aziendale passato, dimostrando il suo approccio e le sue conclusioni.

In Fiscozen ci sono esattamente questi step:

  1. colloquio con il team di People and Culture
  2. case study
  3. colloquio tecnico con l’hiring manager
  4. colloquio di Team Fit

 

Come emergere tra le innumerevoli candidature?

Il consiglio più importante di tutti ed è quello di personalizzare il proprio curriculum rispetto alla posizione, la realtà su cui si sta facendo application.

Cercare di esplorare nella propria esperienza quegli elementi che sono più rilevanti rispetto alla posizione e metterli in risalto nel proprio curriculum.

Evitare di contattare direttamente l’hiring manager, pensando di “craccare il processo” di selezione, poiché è spesso sommerso da richieste e messaggi, rendendo il tentativo di “saltare la fila” meno efficace.

Anche in assenza di esperienza pratica come Product Manager, i candidati possono mettere in evidenza attività nella loro vita che richiamano il lavoro di un PM.
Questo, è un modo efficace per emergere, specialmente per i candidati Junior.

L’elemento differenziante è far emergere le esperienze che sono riconducibili all’attività del product manager, mettendole in evidenza nel CV.

Ad esempio anche la gestione di una Pagina Instagram o di un canale YouTube sono riconducibili alle attività da PM che cerca di:

  • ampliare i propri follower
  • pensare a quali contenuti sono più appropriati per il proprio pubblico

Mostrare attitudine da PM, evidenziando la capacità di valutare, chiedere feedback e migliorare.
Focalizzandosi sugli impatti generati e sui risultati ottenuti, piuttosto che elencare le responsabilità delle precedenti esperienze.

 

Come affrontare il primo colloquio?

Il primo aspetto che deve emergere durante questo primo colloquio è la trasparenza e l’onestà.

Raccontare con chiarezza e con sincerità:

  • l’esperienza passata
  • l’attuale situazione professionale
  • le aspirazioni future.

Questo colloquio non solo offre all’azienda l’opportunità di valutare il fit del candidato, ma consente anche al candidato di comprendere se l’azienda è realmente il posto giusto per lui.

 

“Perché ti stai candidando come Product Manager nella nostra azienda?”

 

Evitare risposte generiche quando si affronta la domanda sul motivo della candidatura, poiché la sincerità è fondamentale, gli HR rilevano facilmente quando una risposta non è sincera.
Evitare “giri pazzeschi” e comunicare con chiarezza il reale interesse e motivazione per l’azienda è la chiave per superare questa fase iniziale con successo.

 

Questo approccio si estende anche alla fase di Cas Study, dove il candidato deve rispondere in modo coerente alle aspettative dell’azienda per garantire il successo nel processo di selezione.

 

Consigli per approcciarsi al meglio al Case Study

L’obiettivo del case Study è simulare un processo di Discovery presentando un obiettivo passato del team, attraverso alcuni esercizi come:

  1. diagnosi del problema e l’identificazione delle metriche
  2. brainstorming delle soluzioni: l’identificazione di assunzioni che stanno alla base di una soluzione che viene proposta e la sua validazione
  3. il design della soluzione

L’azienda cerca non solo la risoluzione del problema ma anche la capacità del candidato di pensiero critico e analitico, valutando la coerenza e la validità delle soluzioni proposte. Questa struttura offre ai candidati l’opportunità di dimostrare la loro abilità nel processo decisionale e la creatività nell’approccio alle sfide aziendali.

È importante andare oltre la semplice risoluzione dell’esercizio, integrando dati e informazioni esterne per fornire soluzioni più complete.

Non vedere il Case Study come un esercizio didattico, ma piuttosto come un’opportunità per distinguersi per evidenziare non solo le proprie competenze ma anche la motivazione specifica per entrare a far parte dell’azienda.

Informarsi approfonditamente sul prodotto, sull’azienda, sulla visione e sul business model, integrando anche attività extra come interviste simulate con i clienti, richiede un impegno e uno sforzo aggiuntivo ma è un efficace modo per distinguersi.

Qual è l’output di un case study? 

L’output di un case study assume comunemente la forma di un documento o di una presentazione, spesso specificata dall’azienda nelle istruzioni.

La struttura è importante organizzarla a più livelli di profondità. Un documento ben strutturato che consenta una valutazione rapida del ragionamento generale, ma che offra anche la possibilità di esplorare dettagliatamente le varie evidenze a supporto di ciascun ragionamento.

L’ideale è iniziare con una versione sintetica che presenti le argomentazioni principali e la conclusione, accompagnata da collegamenti a board Miro, documenti e appendici che dettaglino ulteriormente i punti chiave.

Questo approccio offre al team di selezione la flessibilità di esplorare ulteriormente gli elementi del case study.

Ad esempio se viene condotta un’intervista con potenziali utenti e viene riportato nella presentazione, i dati grezzi dell’intervista dovrebbero essere inclusi come allegato per consentire una visione approfondita del processo e valutare le competenze relazionali del candidato.

 

Come affrontare il colloquio tecnico?

I colloqui tecnici solitamente si concentrano sulle esperienze passate, con domande situazionali che richiedono al candidato di raccontare storie specifiche.

Prepararsi un corpus di storie di successo rilevanti, su cui esercitarsi, in modo da poter dinamicamente selezionare la storia migliore durante l’intervista.
La preparazione anticipata evita il rischio di dimenticare dettagli durante l’intervista.

Esistono vari framework disponibili, come il famoso Star Method (Situation, Task, Action, Result), ma l’importante è la chiarezza espositiva e la capacità di comunicare.
Non essere eccessivamente rigidi nell’uso di un particolare framework, ma piuttosto farne uno strumento per migliorare la chiarezza della risposta.

 

Errori da non fare

Affrontare un colloquio tecnico per un ruolo di Product Manager richiede abilità tattiche oltre a conoscenze tecniche.

Uno degli errori più comuni è la mancanza di ragionamento ad alta voce.

I candidati rischiano se si limitano a sparare risposte senza condividere il processo decisionale.
Mostrare il ragionamento, anche se la risposta è errata, può far guadagnare punti e permette all’intervistatore di indirizzare meglio il candidato.

Non porre delle domande. Alcuni candidati trascurano l’importanza di porre domande sull’ambiente aziendale, sugli obiettivi di business o sull’approccio a un problema. Fare domande non solo dimostra interesse, ma può anche aprire nuovi orizzonti di discussione, trasformando il colloquio in una conversazione dinamica rendendo il colloquio più interattivo.

Evitare l’errore di minimizzare i fallimenti passati, nasconderli o diminuirne l’impatto.
Gli intervistatori cercano una diagnosi onesta dell’errore, comprese le lezioni apprese e le strategie implementate per evitare recidive.
I candidati devono evidenziare la loro crescita professionale.

Evita l'”effetto del Product Manager virtuoso”, cadendo nella trappola di applicare rigorosamente teorie e best practice lette nei libri, risultando polemici se l’azienda non le segue.
Mostrarsi consapevoli delle best practice ma pronti a adattarsi alla realtà dell’azienda dimostra maturità e flessibilità.

Affrontare i colloqui tecnici con consapevolezza, mostrando competenze comunicative, interesse attivo e una prospettiva realistica, può fare la differenza!

 

 

Cosa fare se il risultato non è positivo?

Strategie di Analisi e Prospettive Future

Partire da una analisi retrospettiva, concentrarsi sulle carenze percepite durante l’ultimo step del colloquio.

Un consiglio prezioso è prestare attenzione a eventuali “Focus” dell’intervistatore verso la fine.

Se noti un’accanimento su specifiche skill, potrebbe esserci una correlazione con eventuali difficoltà riscontrate in precedenza nel colloquio.

Tuttavia, è importante evitare di andare troppo in profondità nella retrospettiva. Il processo di selezione è influenzato da vari fattori, alcuni dei quali non controllabili o visibili per il candidato. Il timing dell’assunzione, il budget aziendale e le dinamiche interne possono giocare un ruolo significativo.

Quindi, dedicare troppo tempo all’overthinking potrebbe essere controproducente.

L’auto-indulgenza e la gentilezza verso se stessi sono determinanti in questa fase. Il processo di ricerca di un nuovo ruolo può essere frustrante, e non superare un colloquio non dovrebbe essere motivo di svalutazione personale. Anzi, può essere un’opportunità per crescere e apprendere. Essere gentili con se stessi e considerare il rifiuto come una guida verso nuove opportunità sono atteggiamenti fondamentali per affrontare il futuro con positività e determinazione.

Se un’azienda non si rivela la scelta giusta in un determinato momento, potrebbe esserci un motivo. L’importante è non considerare il rifiuto come un fallimento personale, ma come un’occasione per crescere e cercare nuove opportunità di successo nel futuro.

Analizzare criticamente le performance passate, imparare dagli errori, ma allo stesso tempo abbracciare le opportunità future con ottimismo è la chiave per navigare il complesso mondo dei colloqui tecnici e avanzare nella carriera di Product Manager.

 

 

Guarda tutta l’intervista

 

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