Metto ordine al caos.

Creo allineamento tra persone, processi e prodotto.

Lavoro con aziende PMI e startup, prevalentemente tech., che stanno strutturando o lanciando un prodotto, agenzie digitali che gestiscono clienti complessi e società di consulenza che hanno bisogno di una figura strategica e operativa dentro al team.

Device

per chi?

Negli anni mi sono trovata spesso dentro a questi tre tipi di contesto:

Aziende di prodotto.

Hai un prodotto digitale e hai bisogno di una figura senior che tenga insieme strategia ed esecuzione. Entro nel team, capisco dove il flusso si blocca e aiuto a mettere ordine nei processi.

Digital Agency e software house.

Hai un cliente strutturato che richiede metodo, governance e una figura che parli al loro management. Affianco il team interno, gestisco il progetto end-to-end, lascio metodo replicabile.

Società di consulenza.

Hai un team distribuito, stakeholder esterni, urgenze permanenti. Lavoro dentro al gruppo, traduco strategia in operatività, costruisco la struttura che tiene insieme il lavoro.

cosa risolvo?

Quattro problemi ricorrenti. 

Sembrano diversi ma hanno spesso la stessa radice.

Il collo di bottiglia

La crescita ha portato decisioni più complesse, ma la struttura è rimasta quella delle origini. Ogni cosa passa dal founder. Il team esegue ma non decide. Rimetto in fila responsabilità, flussi e priorità, così le persone iniziano a decidere senza far passare tutto dal tavolo della direzione.

Il prodotto non scala

Funziona, ma dipende da persone, workaround e memoria individuale. Per invertirne la rotta serve metodo: orientare l’attività a risultati misurabili, fondare lo sviluppo sulla reale comprensione dei bisogni del cliente, rendere i team autonomi nelle decisioni e costruire una cultura basata sul feedback continuo.

Il workflow genera attrito

Mancano fasi chiare tra vision, strategy, customer discovery, roadmap, lancio. Le decisioni si prendono in riunione, senza tracciamento. Porto un metodo strutturato in 9 fasi, dalla vision al product market fit. È il mio metodo: viFLOW.

La comunicazione interna sostituisce le decisioni

Le richieste passano via chat, le priorità cambiano ogni settimana, l’urgenza prevarica sulla pianificazione. Centralizzo i canali, costruisco hub di conoscenza, introduco un sistema di prioritizzazione che filtra le richieste e rimette in fila il lavoro.

come lavoro

La prima cosa che faccio è osservare le dinamiche, ascolto il team, entro in empatia, capisco chi fa cosa e con quale carico.

Osservo

Prima di intervenire, leggo il contesto. Chi sei, come lavori, cosa rallenta la crescita, cosa funziona già. Mappo flussi, ruoli, decisioni. Faccio molte domande. Identifico i pattern.

Mappo

Lavoro su lavagne virtuali condivise. Disegno i flussi, li valido con i reparti, li riscrivo. Solo dopo questo passaggio si tocca uno strumento o un processo. Se le persone non capiscono perché un processo cambia, torneranno sempre al modo precedente di lavorare.

Implemento

Lavoro con il team, non al posto del team. Introduco strumenti, costruisco abitudini, definisco perimetri di ruolo. Quando esco, il metodo resta.

il metodo

viFLOW è il metodo che uso per aiutare team e stakeholder a ragionare insieme sul prodotto.

 

9 moduli e 85 card visive, dalla vision al product market fit. L’ho costruito partendo dall’osservazione di come i Product Manager lavorano davvero. Lo uso nei progetti e lo lascio al team come metodo.

Dicono di me:

– da Linkedin

IN NUMERI

Oltre 25 anni nel digitale. Da Design alla progettazione 3D. Dal Project Management al Product Management. Oltre 200 progetti consegnati dentro a contesti digitali complessi. Tre fusi orari gestiti su un singolo incarico.  Cinque settori principali: PA, healthcare, no-profit, consulenza, formazione. Un metodo operativo (viFLOW).

Partiamo dal tuo contesto

Una conversazione esplorativa di 30 minuti, per capire cosa oggi sta rallentando davvero il lavoro: il prodotto, il metodo o semplicemente il modo in cui il team sta lavorando insieme?

Contattami e conosciamoci!

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